Instaporn: a che cosa serve il porno nel 2018 se abbiamo Instagram?

Gironzolando e saltellando svogliatamente da un profilo all’altro di Ig, ho scoperto un secondo volto, neanche troppo celato, del social network: innumerevoli profili di ragazze giovanissime, alcune dichiaratamente minorenni, incentrati esclusivamente sull’esposizione del corpo, o meglio di alcune parti del  corpo. Tre per essere precisi: tette culo e faccino, quest’ultimo sempre sorridente-innocente-ammiccante oppure serio-intenso-provocatorio.

Sono tutte ragazze rigorosamente molto belle, giovani, dalla pelle morbida e elastica che viene voglia di accarezzare anche dallo schermo, dalle fattezze perfette e proporzionate. Un seno prosperoso ma sodo, un culo tondo, pronunciato ma mai troppo grosso.

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“Si farà sesso con i robot… ma io preferisco la carne”

Ho intervistato il fotografo Stefano Tieni, che da un po’ di tempo seguo; è stata una bella chiacchierata.

Ciao Stefano, ho trovato alcuni tuoi scatti davvero suggestivi… quando hai iniziato a fare foto e quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto?
«Ho iniziato a fare foto quando ero bambino. Erano i primi anni ’80 e al tempo “rubavo” la polaroid di mio padre per fare foto ai fiori soprattutto. Effettivamente i fiori mi piacciono tutt’ora, ma oggi li troverei un soggetto fotografico poco interessante… c’è molto altro da fotografare. La natura è anche oggi un punto di partenza, le locations sono per me una parte importantissima , ma devo sempre aggiungere un soggetto umano per rendere unico ed irripetibile quel momento».

«La spinta credo sia un qualcosa di inspiegabile, un fatto naturale… Evidentemente vuoi esprimerti e una voce interiore ti porta a fare delle foto, come mi ha portato a suonare la chitarra sin da bambino, a cantare più tardi e ad occuparmi di design. Questione di talento vero o presunto o di esigenza espressiva».

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A quali fotografi ti ispiri? E per quanto riguarda il cinema e il mondo dell’arte?
«Mi ispiro letteralmente a tutto… amo l’arte, vado spesso a visitare mostre e gallerie.
Il cinema è poi l’arte più completa, dato che unisce immagini, parole, suoni ecc.
Io credo che siano le emozioni ad ispirare, ti fai emozionare da una foto, da un scena di un film o da un dipinto e nel tuo cervello tutto queste contaminazioni si mischiano e danno vita magicamente a qualcosa di completamente nuovo, ispirato da altri eppure totalmente tuo. E ne esce una foto!».

«Nello specifico,parlando di grandi fotografi, il mio primo “amore” è stato sicuramente Helmut Newton, un uomo capace di creare situazioni surreali con un erotismo mai volgare. Mi colpirono molto gli scatti per un calendario intorno al ’93.
Aggiungo il provocatore Richard Kern e David LaChapelle. L’ultimo non mi piaceva, pensavo che le sue foto fossero frutto di un grande lavoro di computer grafica, poi ho visto una sua mostra ed ho scoperto che in realtà costruisce dei set reali, con una consapevolezza straordinaria».
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Una morte lieve e silenziosa

Ho sempre voluto svegliarmi con il tuo fiato.
Ho sempre voluto forzare le tue palpebre per
scivolare dentro ai tuoi sogni.
Ricordo la forza del mio abbraccio nel
sentirti stretto fisso
inchiodato alla mia pelle.

È il tempo dell’immortalità
della sicurezza a rendere così
gelida la mia bocca?
Io non ho mai pronunciato il tuo nome
ad alta voce.

Io mi ricordo la paura la perdizione
nella tua voce
nel tuo enigma
nel tuo piede nascosto sempre
accuratamente.

Stiamo semplicemente morendo?
Esaurendo le sensazioni dei
nostri attimi consumati
nei cucchiai di miele mattutini?

Nel dire ciò che non devi fare
nelle leccate di palle
di ani
di prostate sconfitte
dall’inesauribile fonte della quotidianità?

Una morte lieve e silenziosa di
ogni nostro gesto
consumato
dalla falsità delle cose dette
dalla falsità delle cose non dette,
dagli inganni di fasulle verità.

Astrologie notturne

Strambo, ma solo oggi, in un istante, mi è stato di colpo chiaro del perché amo il sesso.
È l’unico luogo all’interno di una relazione in cui riesco a essere totalmente libera, in cui scompaiono le parole dette e quelle non dette, i toni, i gesti, gli sguardi sbagliati. Diventa l’espressione più totalizzante, più sincera e più pulita.
È lasciare parlare il corpo e la mente senza interfacce, senza filtri. E soprattutto senza paura.
Armonia, anche se è violento, scordinato, urlato.

Da giorni mi torturo con il bisogno di possesso in cui spesso, sempre, si frantuma il mio desiderio di relazione, di contatto. Mi dicono che è un prodotto della logica capitalista: il dominio, la proprietà privata, il possesso di cose, e poi di riflesso anche di persone. Come faccio a sfuggirci? Ditemelo voi, io non trovo soluzione in me.

Vorrei combattere, liberarmi da molti ostacoli. Il possesso, la paura e le difficoltà di comunicazione.
Vorrei che fosse facile relazionarsi come è facile fare sesso.

Buonanotte

Troie senza cervello

Concedetemi un inizio, aggressivo, in medias res. (Dal mio cervello spaccato in due non escono i convenevoli).

Spiegatemi perché il porno svaluta la donna. Perché così diviene un mero strumento in funzione dell’uomo, voi mi direte. Bene, ma il porno è nato per l’uomo e la donna ne è diventata fruitrice di massa in un secondo tempo. E ora i video per donne ci sono, eccome, anche solo porn hub, che annovera tra le sue fantasiose categorie anche quella “per la donna”. E mi sa che è proprio grazie a porn hub e la sua categoria che ho iniziato a guardare i porno.
Ma non è di questo che voglio parlare. Torniamo al nucleo: la donna (nel porno classico) è strumento del piacere dell’uomo. Ne consegue un’ideale di donna oggettivata, de-personalizzata, schiavizzata. E così sia.
Ma, ma l’uomo? Mi dite perché mai non è l’uomo ad indignarsi? Chi è, o meglio cos’è un uomo nel porno? Un cazzo, duro; un cazzo. Il più delle volte si vede a mala pena il volto, l’identità è totalmente scavalcata, messa da parte: è un cazzo decapitato. Sbaglio o non è forse questa la massima oggettivazione?
Quando guardo un porno vedo una donna bella, truccata, il centro di questi 20 minuti di fuoco; tutto è incentrato su di lei, sul suo sguardo, sulla sua faccia, sui suoi versi, sul suo sedere, sulla sua vagina. Lei è la star, l’uomo è il cazzo, duro e decapitato.
Non voglio ora entrare in merito degli stereotipi sbagliati che ci propina la pornografia (ne sono conscia, non mi piacciono e li combatto), ora il discorso è un altro.
Quello che ancora più mi chiedo, assunto il fatto che la donna possa essere sessualizzata e perciò strumentalizzata, io, donna, mi chiedo: qual è il problema? (altro…)

Social-porn

Stereotipi parlanti, ammiccanti, indefinibili a parole.
Mi raccomando, rari, ricercati e soprattutto popolari, ma non troppo.
Volgari, pacchiani, meglio ancora se kitsch ma mai di cattivo gusto.
Stereotipi che ti guardano dal quadratino della foto profilo alla tua sinistra e ti dicono sono diverso, sono qualcosa che non si sa bene cosa, ma io lo so fare, io lo sono.
Seguono: commenti ironici di amici degli amici, botta-risposta sempre semi-seri, mai troppo sfacciatamente scherzosi, mai troppo seriamente seri. Li capisci, segui il filo? Allora lo sai fare, lo sei anche tu.
Stereotipi parlanti ma indecifrabili. Concettuali, dicono. Pieno di concetti o pieno di niente? Ma il niente forse è il più grande concetto tra tutti.
Stereotipi, quindi, stra colmi di niente che ti fanno postare, ti fanno fotografare, ti fanno vestire, ti fanno parlare, ti fanno ascoltare e ti fanno stare al mondo.
Social-media: una grande elucubrazione di masturbazioni mentali del nostro ego pornografico.

6 BUONI MOTIVI PER CUI SEI ANCORA SINGLE (PER LUI)

6 LO STALKER
Sei il tipo che si impunta su un determinato tipo di ragazze e da lì non si muove. Vuoi assolutamente quella tipa la, ci provi da tempo (settimane, mesi.. anni) ma lei non ne vuole assolutamente sapere di te.
L A S C I A L A P E R D E R E che non ti merita! Vai in giro a cercarne un’altra, il mondo è strapieno di donzelle: belle, brave, simpatiche, intelligenti… e soprattutto vogliose di sessssso!

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5 BASTA PORNO!
Il porno è un utilissimo strumento per tante ragioni ma va usato con parsimonia; aiuta a esplorare le fantasie più nascoste e bizzarre ma non deve essere usato come bene primario per la tua masturbazione, quei 10 minuti di razione di droga quotidiana… In questo caso fa male, malissimo. Usalo ogni tanto. Per il resto vai di fantasia, pensa alle tue ex, immagina la tua vicina di casa o la tua prof mentre fa la birichina con te. Vedrai, il sesso sarà decisamente più bello poi.

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4 DIMENTICA LA TUA EX

Le minestre riscaldate non sono buone come quelle appena cucinate. Puoi fare un tentativo se ci tieni proprio. Ma se non va, se i problemi che vi hanno portato alla rottura persistono, è ora di aria nuova. Cambiare i propri difetti, le manie, non è una cosa facile. Glielo si può chiedere ma ci può volere del tempo, forse non succederà mai. E lo stesso vale per ciò che di te non piace a lei. Quindi non perdere altro tempo con la tua ex.

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