Mese: febbraio 2015

Fifty-shades-of-grey

50 sfumature d’amore. Ma il sesso dov’è?

Cinquanta sfumature di grigio… torpore, aggiungerei. Grigio è infatti il colore che meglio rappresenta il primo episodio tratto dalla trilogia della scrittrice inglese E. L. James.

La trama, che già dai trailer “esclusivi” si preannunciava scontata, è appunto inconsistente. L’ incontro tra i due protagonisti è immediato, avviene dopo soli 3 minuti dall’inizio della pellicola; e da subito si capisce che sarà amore.

I dialoghi adolescenziali, patetici, ricordano le meno (più?) riuscite love story americane degli ultimi decenni e sono esasperati da alcune esclamazioni del protagonista – il bel milionario Christian Grey, l’uomo che «esercita il controllo su ogni cosa» – che proprio non funzionano e si trasformano, senza volerlo, in battutacce da bar sport («Io non faccio l’amore. Io scopo. Forte»). Con tutto rispetto per i bar sport.

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Incesto, orge e delitti. Caligola

«Attraverso Caligola, per la prima volta nella storia, la poesia provoca l’azione e il sogno la realizza. Lui fa ciò che sogna di fare. Lui trasforma la sua filosofia in cadaveri. Voi dite che è un anarchico. Lui crede di essere un artista. […] Finché Caligola è vivo, io sono alla completa mercé del caso e dell’assurdo, cioè della poesia.»
(Albert Camus, Caligola, 1941)

Nonostante la produzione risalga a fine anni settanta e l’ambientazione al 40 d.C, Caligola si presenta come un film atemporale, universale, profetico e perciò sempre attuale. Dal ritratto truce della corte romana dai costumi dissoluti e sfrenati, appare l’esasperata caricatura del potere. Una satira politica ante tempore, dove la fame di dominio e il conseguente delirio di onnipotenza sono brutalmente, ma efficacemente, rappresentati. La brama di assoluto diventa presto, una volta raggiunto, un bisogno insaziabile, un’esigenza. Caligola si presenta inizialmente come un giovanotto, sì un po’ bizzarro, eccentrico, ma tutto sommato innocuo, con il solo vizio di amare – e non soltanto “spiritualmente”– la bella sorella Drusilla. Ma una volta al vertice, iniziano i guai.

Caligola (Malcolm McDowell)

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lucciola-della-ribalta

Storie di vita. Porno e impotenza

Vi racconto una storia bizzarra. A molti farà sorridere, ma offre anche qualche spunto di riflessione. La mia non vuole essere una campagna contro il porno,  anzi credo che sia stato e sia tuttora un fattore fondamentale per l’emancipazione e la libertà sessuale . Ritengo tuttavia che un eccessivo uso potrebbe creare in alcuni qualche “problemino”. Ma non voglio tediarvi, torniamo al racconto.

Qualche anno fa mi trovavo a Venezia, un giretto con gli amici a trovare Mirko, il collega universitario venessian. Cinque ventenni, a girovagare tra una calle e l’altra, alla ricerca del baretto più strambo, perché un goto de vin nero da quelle parti è d’obbligo!
Poi un incontro casuale e inaspettato, con un caro amico del padre di Mirko, tale Antonio, uomo sulla sessantina ma molto giovanile e dalla battuta sempre pronta; Antonio ci è sembrato simpatico sin da subito e abbiamo deciso di invitarlo ad aggregarsi al gruppo. Ci ha fatto compagnia per un’oretta o poco più e tra le varie conversazioni una in particolare ha attirato l’attenzione di tutti i presenti, tant’è che la ricordo ancora.

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Invito al Peccato

Barkley L. Hendricks, Family Jules: NNN (No Naked Niggahs), 1974

Barkley L. Hendricks, Family Jules: NNN (No Naked Niggahs), 1974

Con un ruggente sussurro, mi bisbiglia all’orecchio e mi chiama.
Insolente, beffardo mi invita ad abbeverarmi alla sua fonte d’amore.
Non posso non voltarmi, pietrificata, palpitante.
È rosso profondo, quasi sanguinolento.
È lama tagliente, che squarcia dolcemente.
Mi fermo, mi inginocchio a te, illimitato riflesso.
Perché sei tu, tu scarnificato nobilmente e ignobilmente, sempre elegante nella miseria.
Il fantasma notturno, il predatore di calda savana.
Il tuo profumo intenso erode le mie muraglie.
Folate di potere sprigionate dal tuo gelido calore, dal tuo indissolubile contrasto.
Mi sfidi?
Accetto; mi prostro ad essere tuo riecheggio maledetto, tuo pregare genuino, tua forza cieca.

Coco-Austin

Big Butts are cool. La rivincita delle culone

Persino Vogue ha dovuto ammetterlo: «We’re officially in the era of the Big Booty». Oggi quindi avere un “big butt” o “booty” (letteralmente “enorme fondoschiena”) fa tendenza!
Sembrava tramontata per sempre l’era delle donne in carne, delle vere donne, da Sofia Loren a Marilyn Monroe, passando per Raquel Welch e Anita Ekberg.

Sofia Loren e Marilyn Monroe

Poi tra gli anni ’80 e i ’90 sono arrivate le anoressiche, manichini taglia 38, che hanno fatto piazza pulita del grasso in eccesso, vomitando ogni qualvolta era possibile, evitando quasi completamente l’assunzione di cibo e sostituendo una sana alimentazione con integratori, lassativi, ormoni… e fiumi di coca.

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