lucciola-della-ribalta

Storie di vita. Porno e impotenza

Vi racconto una storia bizzarra. A molti farà sorridere, ma offre anche qualche spunto di riflessione. La mia non vuole essere una campagna contro il porno,  anzi credo che sia stato e sia tuttora un fattore fondamentale per l’emancipazione e la libertà sessuale . Ritengo tuttavia che un eccessivo uso potrebbe creare in alcuni qualche “problemino”. Ma non voglio tediarvi, torniamo al racconto.

Qualche anno fa mi trovavo a Venezia, un giretto con gli amici a trovare Mirko, il collega universitario venessian. Cinque ventenni, a girovagare tra una calle e l’altra, alla ricerca del baretto più strambo, perché un goto de vin nero da quelle parti è d’obbligo!
Poi un incontro casuale e inaspettato, con un caro amico del padre di Mirko, tale Antonio, uomo sulla sessantina ma molto giovanile e dalla battuta sempre pronta; Antonio ci è sembrato simpatico sin da subito e abbiamo deciso di invitarlo ad aggregarsi al gruppo. Ci ha fatto compagnia per un’oretta o poco più e tra le varie conversazioni una in particolare ha attirato l’attenzione di tutti i presenti, tant’è che la ricordo ancora.

Toni, così lo chiamava affettuosamente Mirko, a un certo punto, dopo aver parlato di attrici prorompenti (o meglio «arrapanti», il termine da lui usato) intraviste al Festival del Cinema, ha esclamato: «La vostra sarà la generazione degli impotenti!». Al che noi tutti ci siamo guardati senza capire se quella di Toni fosse una provocazione o un’affermazione seria. E senza esitazione ha proseguito: «Noi ci eccitavamo da morire vedendo la gonna di Marilyn Monroe alzarsi con un colpo di vento». Il Toni si riferiva a Quando la moglie è in vacanza, film cult del 1954 di Billy Wilder, a quei fotogrammi che hanno fatto il giro del mondo, rendendo Marilyn icona mondiale. «O lo spogliarello di Sofia Loren davanti a Mastroianni. Oggi è diverso, è tutto esplicito, non c’è più spazio per la fantasia, per il vedo non vedo. Si vuole osare sempre di più e le immagini sono scioccanti; il sesso che viene proposto è spinto, rasenta spesso la violenza:  orge, gangbang e scene di sadomaso alla portata di chiunque. Perché dopo un po’ si diventa assuefatti. Da tutto».

Dopo qualche istante di silenzio è iniziato un acceso dibattito. Accenni a Moana Pozzi, Cicciolina e la scena col cavallo, Selen, per finire con le imprese di Sasha Grey.
Ma il buon vecchio Toni in fin dei conti aveva ragione e i presenti (tranne uno) hanno confessato qualche défaillance capitata in fasi concitanti o a manie diventate ossessioni. Uno per esempio ha parlato della sua fissazione per il sesso anale, cominciata dopo aver visto la prima sconvolgente scena, ma che non era mai riuscito a mettere in atto. «Il problema – ha aggiunto l’altra ragazza presente – è che nel mondo reale le donne hanno parecchie difficoltà a farlo; è praticato, quello sì, ma molto meno di quanto si pensi. Ad alcune piacerebbe ma provoca un dolore immane, altre ne sono disgustate, e solo poche lo fanno».
Tony ha poi proseguito parlando della sua gioventù e a quelle «scopate della Madonna» che i giovincelli di oggi «manco si sognano!». Da quella battuta risate a non finire tra i presenti.

Tony un personaggio da romanzo, uno alla Bukowski, e Venezia, Casanova docet, si conferma terra di seduttori e libertini!

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2 comments

  1. L’importante è non confondere la finzione con la realtà ma questo vale per qualsiasi altro genere di film o di letteratura. Insomma non è che se guardi spiderman poi ti metti a volare fra i palazzi. Ogni finzione ha una sua funzione immediata che è di farci sognare di vivere una realtà diversa immedesimandoci in un cavaliere, un killer, un genio, un astronauta e perché no in uno che scopa come un coniglio da mattina a sera. Poi però ogni finzione finisce e torna la realtà e quella…quella non finisce…quella è lì, bastarda e intransigente fatta di bollette, mutui e problemi di ogni tipo che a volte ti chiedi dove cazzo sta il generatore automatico di problemi che potendo lo faresti saltare in aria!

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  2. Ma no, c’è ancora spazio per nuove occasioni di stimolo all’immaginazione, andando più in profondità: radiografie, TAC, risonanza magnetica (ho visto la RM della Bellucci: sono “venuto” in un minuto e 20 secondi. troppo bella!). L’ultima frontiera sarà la sequenza del DNA: lì c’è scritto tutto! Che cosa stupenda deve essere affondare in quella massa di numeri e lettere e attraverso essi penetrare veramente nel corpo dell’altra/o, “conoscere” davvero in senso biblico!

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