Troie senza cervello

Concedetemi un inizio, aggressivo, in medias res. (Dal mio cervello spaccato in due non escono i convenevoli).

Spiegatemi perché il porno svaluta la donna. Perché così diviene un mero strumento in funzione dell’uomo, voi mi direte. Bene, ma il porno è nato per l’uomo e la donna ne è diventata fruitrice di massa in un secondo tempo. E ora i video per donne ci sono, eccome, anche solo porn hub, che annovera tra le sue fantasiose categorie anche quella “per la donna”. E mi sa che è proprio grazie a porn hub e la sua categoria che ho iniziato a guardare i porno.
Ma non è di questo che voglio parlare. Torniamo al nucleo: la donna (nel porno classico) è strumento del piacere dell’uomo. Ne consegue un’ideale di donna oggettivata, de-personalizzata, schiavizzata. E così sia.
Ma, ma l’uomo? Mi dite perché mai non è l’uomo ad indignarsi? Chi è, o meglio cos’è un uomo nel porno? Un cazzo, duro; un cazzo. Il più delle volte si vede a mala pena il volto, l’identità è totalmente scavalcata, messa da parte: è un cazzo decapitato. Sbaglio o non è forse questa la massima oggettivazione?
Quando guardo un porno vedo una donna bella, truccata, il centro di questi 20 minuti di fuoco; tutto è incentrato su di lei, sul suo sguardo, sulla sua faccia, sui suoi versi, sul suo sedere, sulla sua vagina. Lei è la star, l’uomo è il cazzo, duro e decapitato.
Non voglio ora entrare in merito degli stereotipi sbagliati che ci propina la pornografia (ne sono conscia, non mi piacciono e li combatto), ora il discorso è un altro.
Quello che ancora più mi chiedo, assunto il fatto che la donna possa essere sessualizzata e perciò strumentalizzata, io, donna, mi chiedo: qual è il problema?
Perché devo essere svalutata se tiro fuori le tette per vendere un maglioncino e invece sono nobilitata se grazie al mio ingegno, alla mia capacità intellettive, riesco a vendere un maglioncino? Cos’ha il corpo in meno del cervello, o se no, cos’ha il cervello in più del corpo?
Perché sessualizzare la donna è sbagliato? Perché è troppo, perché è estremo, perché genera modelli sbagliati. Sono d’accordo, la donna non è solo quello, ma è anche quello, e non possiamo ignorarlo.
Mi piace il sesso in ogni sua forma e credo sempre di più che sia la forza più grande che ci sia: sfruttiamola. Quante volte pensa al sesso ciascuno di noi, ogni fottuto giorno? Più di quanto pensiamo al nostro partner, al nostro figlio, a noi stessi. Il sesso è forte e se grazie ad esso posso creare arte, posso dare piacere, posso arricchirmi, posso raggiungere i miei intenti più facilmente, BEN VENGA!
Credo che la via adatta per valorizzare la donna, per livellare i sessi non sia de-sessualizzarla, anzi questa lotta non farà altro che rimarcarne la potenza negativa, l’alone diabolico che aleggia intorno alla gigantografia di Belen in mutandine e reggiseno in Corso Buenos Aires. (e poi chi vogliamo prendere in giro? Come si può de-sessualizzare la donna nella società in cui ci troviamo? Utopia, falsità e utopia!).
Quindi forse la soluzione sarebbe normalizzare, basta mistificare e demistificare. Accettiamo la sessualizzazione (e, speriamo, di entrambi i sessi), accettiamola, sfruttiamola e mettiamola alla pari con tutte le nostre altre facoltà. Forse solo così si potrà arrivare alla libertà e all’accettazione della donna nella sua totalità.

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