Poesie

Una morte lieve e silenziosa

Ho sempre voluto svegliarmi con il tuo fiato.
Ho sempre voluto forzare le tue palpebre per
scivolare dentro ai tuoi sogni.
Ricordo la forza del mio abbraccio nel
sentirti stretto fisso
inchiodato alla mia pelle.

È il tempo dell’immortalità
della sicurezza a rendere così
gelida la mia bocca?
Io non ho mai pronunciato il tuo nome
ad alta voce.

Io mi ricordo la paura la perdizione
nella tua voce
nel tuo enigma
nel tuo piede nascosto sempre
accuratamente.

Stiamo semplicemente morendo?
Esaurendo le sensazioni dei
nostri attimi consumati
nei cucchiai di miele mattutini?

Nel dire ciò che non devi fare
nelle leccate di palle
di ani
di prostate sconfitte
dall’inesauribile fonte della quotidianità?

Una morte lieve e silenziosa di
ogni nostro gesto
consumato
dalla falsità delle cose dette
dalla falsità delle cose non dette,
dagli inganni di fasulle verità.

Invito al Peccato

Barkley L. Hendricks, Family Jules: NNN (No Naked Niggahs), 1974

Barkley L. Hendricks, Family Jules: NNN (No Naked Niggahs), 1974

Con un ruggente sussurro, mi bisbiglia all’orecchio e mi chiama.
Insolente, beffardo mi invita ad abbeverarmi alla sua fonte d’amore.
Non posso non voltarmi, pietrificata, palpitante.
È rosso profondo, quasi sanguinolento.
È lama tagliente, che squarcia dolcemente.
Mi fermo, mi inginocchio a te, illimitato riflesso.
Perché sei tu, tu scarnificato nobilmente e ignobilmente, sempre elegante nella miseria.
Il fantasma notturno, il predatore di calda savana.
Il tuo profumo intenso erode le mie muraglie.
Folate di potere sprigionate dal tuo gelido calore, dal tuo indissolubile contrasto.
Mi sfidi?
Accetto; mi prostro ad essere tuo riecheggio maledetto, tuo pregare genuino, tua forza cieca.