sesso

Una morte lieve e silenziosa

Ho sempre voluto svegliarmi con il tuo fiato.
Ho sempre voluto forzare le tue palpebre per
scivolare dentro ai tuoi sogni.
Ricordo la forza del mio abbraccio nel
sentirti stretto fisso
inchiodato alla mia pelle.

È il tempo dell’immortalità
della sicurezza a rendere così
gelida la mia bocca?
Io non ho mai pronunciato il tuo nome
ad alta voce.

Io mi ricordo la paura la perdizione
nella tua voce
nel tuo enigma
nel tuo piede nascosto sempre
accuratamente.

Stiamo semplicemente morendo?
Esaurendo le sensazioni dei
nostri attimi consumati
nei cucchiai di miele mattutini?

Nel dire ciò che non devi fare
nelle leccate di palle
di ani
di prostate sconfitte
dall’inesauribile fonte della quotidianità?

Una morte lieve e silenziosa di
ogni nostro gesto
consumato
dalla falsità delle cose dette
dalla falsità delle cose non dette,
dagli inganni di fasulle verità.

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Troie senza cervello

Concedetemi un inizio, aggressivo, in medias res. (Dal mio cervello spaccato in due non escono i convenevoli).

Spiegatemi perché il porno svaluta la donna. Perché così diviene un mero strumento in funzione dell’uomo, voi mi direte. Bene, ma il porno è nato per l’uomo e la donna ne è diventata fruitrice di massa in un secondo tempo. E ora i video per donne ci sono, eccome, anche solo porn hub, che annovera tra le sue fantasiose categorie anche quella “per la donna”. E mi sa che è proprio grazie a porn hub e la sua categoria che ho iniziato a guardare i porno.
Ma non è di questo che voglio parlare. Torniamo al nucleo: la donna (nel porno classico) è strumento del piacere dell’uomo. Ne consegue un’ideale di donna oggettivata, de-personalizzata, schiavizzata. E così sia.
Ma, ma l’uomo? Mi dite perché mai non è l’uomo ad indignarsi? Chi è, o meglio cos’è un uomo nel porno? Un cazzo, duro; un cazzo. Il più delle volte si vede a mala pena il volto, l’identità è totalmente scavalcata, messa da parte: è un cazzo decapitato. Sbaglio o non è forse questa la massima oggettivazione?
Quando guardo un porno vedo una donna bella, truccata, il centro di questi 20 minuti di fuoco; tutto è incentrato su di lei, sul suo sguardo, sulla sua faccia, sui suoi versi, sul suo sedere, sulla sua vagina. Lei è la star, l’uomo è il cazzo, duro e decapitato.
Non voglio ora entrare in merito degli stereotipi sbagliati che ci propina la pornografia (ne sono conscia, non mi piacciono e li combatto), ora il discorso è un altro.
Quello che ancora più mi chiedo, assunto il fatto che la donna possa essere sessualizzata e perciò strumentalizzata, io, donna, mi chiedo: qual è il problema? (altro…)

6 BUONI MOTIVI PER CUI SEI ANCORA SINGLE (PER LUI)

6 LO STALKER
Sei il tipo che si impunta su un determinato tipo di ragazze e da lì non si muove. Vuoi assolutamente quella tipa la, ci provi da tempo (settimane, mesi.. anni) ma lei non ne vuole assolutamente sapere di te.
L A S C I A L A P E R D E R E che non ti merita! Vai in giro a cercarne un’altra, il mondo è strapieno di donzelle: belle, brave, simpatiche, intelligenti… e soprattutto vogliose di sessssso!

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5 BASTA PORNO!
Il porno è un utilissimo strumento per tante ragioni ma va usato con parsimonia; aiuta a esplorare le fantasie più nascoste e bizzarre ma non deve essere usato come bene primario per la tua masturbazione, quei 10 minuti di razione di droga quotidiana… In questo caso fa male, malissimo. Usalo ogni tanto. Per il resto vai di fantasia, pensa alle tue ex, immagina la tua vicina di casa o la tua prof mentre fa la birichina con te. Vedrai, il sesso sarà decisamente più bello poi.

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4 DIMENTICA LA TUA EX

Le minestre riscaldate non sono buone come quelle appena cucinate. Puoi fare un tentativo se ci tieni proprio. Ma se non va, se i problemi che vi hanno portato alla rottura persistono, è ora di aria nuova. Cambiare i propri difetti, le manie, non è una cosa facile. Glielo si può chiedere ma ci può volere del tempo, forse non succederà mai. E lo stesso vale per ciò che di te non piace a lei. Quindi non perdere altro tempo con la tua ex.

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Justine, De Sade

Riflessioni libertine su “La nuova Justine”

Chi ha deciso ciò che è bene e ciò che è male?
François de Sade ci insegna che la morale non esiste, è solo formalismo. I principi morali non sono altro che un’invenzione, diventata poi imposizione e introietta dagli esseri umani, che l’hanno fatta propria, ingannandosi fosse una loro predisposizione naturale, ingenita. Ma nel mondo sadiano il sistema morale sussiste solo in funzione dell’ordine sociale e viene quindi a mancare una sostanziale differenza tra vizio e virtù.
Il vizio potenzialmente potrebbe essere sì annientato ma è necessario alla società, tanto quanto le leggi morali. E infatti senza ciò che è considerato male come potrebbe sussistere il bene? Ecco perché Dio non cancella il peccato, ecco perché i capi di Stato non lo eliminano. Il bene per affermarsi ha bisogno del suo opposto, del suo gemello cattivo.

Ne La nuova Justine si narra la sorte di una ragazza, rimasta orfana appena adolescente, assieme alla sorella Juliette. Le loro strade però si dividono da subito: Juliette sceglie la fortunata via del vizio e Justine quella sciagurata della virtù.

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lesbians

Sono GAY, BISESSUALE e sono ETERO.

Da bambina mi hanno insegnato che o sei gay o sei etero. O ti piacciono quelli del tuo stesso sesso o quelli, cosa più normale, più accettabile, più socialmente idonea, di sesso opposto.

A dodici anni l’ho capito: sono etero! anche io sento dell’attrazione sessuale verso un maschio!

A vent’anni poi, nelle serate, le amiche si baciavano sbronze tra di loro. Io non lo facevo mica, preferivo “limonarmi” i ragazzi. Ma lo si faceva così, per farsi vedere, perché intanto piaceva ai maschi, e poi, intanto, sì, si aveva bevuto… In compenso in camera avevo un poster-collage di ritagli di donne mezze nude presi da vari giornali. Di uomini, neanche l’ombra.

Lentamente ho iniziato ad apprezzare il corpo delle donne, a livello estetico, formale. Le foto di nudo delle donne sono di gran lunga più belle di quelle degli uomini, sarà perché non c’è un pendolo tra le gambe che spacca l’armonia delle forme.
Mica mi chiedevo sono lesbica, no, no, mi piaceva fare sesso con i maschi e le donne guardarle, apprezzarle, appendermele in camera.

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banksy

Tradimento. L’ultimo dei tabù

Non si dà follia maggiore
Dell’amare un solo obbietto
Noja arreca e non diletto
Il piacere d’ogni dì

Il turco in Italia, Felice Romani

 

Il tradimento è un mostro ingombrante e troppo spesso viene basato sulla monogamia; ma forse sarebbe meglio ri-basarlo sui concetti di trasparenza e sincerità. Continuiamo ad anteporre la monogamia all’infedeltà, ma non alla bigamia o poligamia. Se non fossimo monogami, si continuerebbe a tradire?

Gli amici possono spartirsi tutto, gli amanti no; devono scendere a compromessi, a rinunce. Alla base di tale distinzione ci sta solo la nostra fragilità e insicurezza che, per lo più,  fa sì che abbiamo bisogno dell’unicità, dell’esclusiva (più o meno reale) per affrontare il presente, il futuro: la vita.

Parliamo così sovente del tradimento perché ci spaventa: se succede agli altri allora prima o poi succederà anche a noi!  Ma è solo questo, solo paura? Mi chiedo se forse non lo stiamo ingrandendo, gonfiando per un’opposta esigenza: il bisogno di uno spiraglio di incertezza, di rischio, di cambiamento nel nostro presente e futuro più immediato. Più ci giriamo intorno più gli conferiamo forza. Dovremmo tutti rilassarci, scrollare le spalle e demistificare.

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